kusuTutta la bellezza di Singapore risiede indubbiamente nelle isole che la circondano e tutte queste meritano una visita per poter meglio conoscere questa splendida nazione dell’oriente.
Provate ad immaginare le spiagge dorate, orlate di palme accarezzate dalla brezza marina, le acque color della giada, l’atmosfera che si respira in questi

luoghi di tranquillità e relax. Questo è il segreto del fascino delle isole singaporiane.

D’isole ce ne sono ben 63 e visitarle tutte può essere un’impresa quanto meno lunga e difficile perciò vediamo le principali di modo da farci un’idea del tragitto che dovremmo compiere.
Il nostro tour nelle isole del Singapore inizia con l’isola di Kusu, quest’oasi si trova in direzione sud, il suo nome significa “Isola della tartaruga” (questo nome deriverebbe da una leggenda secondo cui una tartaruga magica si trasformò in isola per salvare due naufraghi, furono quindi costruiti due templi diversi poiché gli sventurati erano un malese ed un cinese) e ogni anno accoglie un sempre maggior numero di turisti.  L’attrazione principale è il tempio popolare cinese, Da Bo Gong, che fu edificato nel 1923 da un ricco uomo d'affari: al suo interno osserviamo le due divinità principali, il Falun Da Bo (secondo la credenza donerebbe prosperità, cura le malattie, calma le intemperie) e Guan Yin (dea della misericordia che cura l’infertilità).


Da visitare sono anche gli atri tre santuari minori in cima alla collina: il primo commemora un uomo saggio e religioso, l’altro sua madre ed il terzo la sorella. (XIX sec.). Per visitarlo si debbono salire ben 152 gradini, i pellegrini vi si recano per chiedere salute, pace, beni terreni e fertilità.
Un’altra delle attrazioni dell’isola di Kusu sono le lagune con delle meravigliose spiagge di sabbia finissima su cui si possono fare dei pic nic e delle escursioni che vi permetteranno di avvistare le maestose aquile che nidificano nei rilievi circostanti o le “rondini di collina”. Su quest’isola non c’è possibilità di pernottamento ma sovente i traghetti che la collegano alla terra ferma sono attrezzati per un alloggio notturno.
Un’altra meravigliosa oasi singaporiana è St. John’s Island (Isola di San Giovanni) che inizialmente si chiamava Pulau Sakijang Bendera, anche questa si trova a sud oltrepassando lo stretto di Singapore. Originariamente su quest’isola venivano portati i malati di colera per essere messi in quarantena (XIX sec.).


Ma nel 1930 l'isola ha ottenuto un riconoscimento mondiale per la sua importanza nel curare le malattie e vi furono costruite delle strutture avanzate per curare anche altre malattie, in seguito l’isola ha svolto anche il ruolo di colonia penale e centro di recupero, quindi la trasformazione definitiva nel 1975 che la consacra come meta turistica per l’eccellenza in cui la parola d’ordine è: relax. Stiamo parlando di lagune trasformate in piscine, spiagge attrezzate, percorsi di trekking, aree per il divertimento e lo sport. A tutto questo si aggiunge il meraviglioso paesaggio naturale, la rigogliosa e folta vegetazione, le curiose specie animali che vi dimorano.


Su quest’isola è possibile prendere in affitto un bungalow dotati di letti a castello e angolo cottura.
Pulau Ubin è senza dubbio il più piccolo fra gli isolotti del Singapore: si trova in direzione nord-est verso Pulau Tekong.  
Il suo nome (Granite Island) deriva dalla presenza in abbondante quantità di cave granitiche. Secondo la leggenda Pulau Ubin si è formata quando tre animali si sono sfidati ad una gara a chi raggiungeva prima le coste di Johor, il primo non si sarebbe trasformato in pietra. Vinse la rana mentre l’elefante ed il maiale si trasformarono nell’isola che vediamo oggi.

 Pulau-Ubin


Secondo le carte Pulau fu scoperta già nel 1828 poiché figura in alcune mappe tuttavia le prima colonie di abitazioni di Pulau risalgono solo al 1960 e da allora sono andate riducendosi trasformando Pulau da città a zona rurale. Le case sono ancora allo stato originale in legno, le strade di ghiaia, i pochi abitanti conducono una vita molto serena circondati dalla fiorente natura.
Su quest’isola oltre a delle bellissime passeggiate, si possono praticare sport all’aperto, immersioni per ammirare la splendida barriera corallina ed escursioni in mountain bike.


Le ultime due oasi di Singapore che ci restano da visitare sono: Palau Hantu e St.Lazzarus.
La prima è stata ottenuta attraverso un’opera di bonifica del terreno, è circondata da meravigliose barriere coralline abitate da numerose specie marine e ripide scogliere; vi si può praticare la pesca e lo snorkeling, inoltre vi sono spazi attrezzati per i campeggiatori.

granchi-violinisti


La seconda è famosa per la presenza dei granchi violinisti, una specie rara e per le splendide spiagge attrezzate, vi è anche possibilità di pernottamento e di prendere parte agli eventi che si organizzano periodicamente su quest’isola.


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